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Nè arte nè parte

Nè arte nè parte
Nè arte nè parte
Né arte né parte
Nè arte nè parte. Immagine presa dal web

L’espressione ” non avere né arte né parte” si riferisce a chi non dimostra qualità o competenze particolari e nemmeno dispone dei mezzi necessari per arrivarci. Insomma è un povero diavolo.  L’origine del motto è medievale, e fa riferimento alle corporazioni che riunivano i lavoratori in base al loro mestiere o attività. Mentre per “parte” si intendeva il partito come appartenenza o politica. Per tanto, detta frase equivaleva a non poter avere alcun ruolo nella comunità di quel tempo.

 

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Perde il pelo

Perde il pelo
Perde il pelo

L’antico proverbio (e mai così attuale come in questi giorni di scoperte 🙂 ) il lupo perde il pelo ma non il vizio si riferisce al fatto che nelle persone, e principalmente in alcuni tipi di persone, è molto difficile o quasi impossibile eliminare in maniera definitiva le cattive abitudini e sottolinea in maniera piuttosto vistosa le varie difficoltà che si incontrano per riuscire a superare in maniera definitiva alcuni vizi incalliti di cui alcuni sono dipendenti.

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Perde il pelo ma non il vizio. Immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’antico proverbio (e mai così attuale come in questi giorni di scoperte 🙂 ) il lupo perde il pelo ma non il vizio si riferisce al fatto che nelle persone, e principalmente in alcuni tipi di persone, è molto difficile o quasi impossibile eliminare in maniera definitiva le cattive abitudini e sottolinea in maniera piuttosto vistosa le varie difficoltà che si incontrano per riuscire a superare in maniera definitiva alcuni vizi incalliti di cui alcuni sono dipendenti.

Il detto è una derivazione dal motto latino lupus mutat pilum, non mentem, ovvero il lupo cambio il pelo ma non mente che troviamo però attribuito alla volpe, già in un antico testo dello scrittore Svetonio. Il letterato attribuiva questa frase ad un allevatore di bestiame il quale rimproverava all’imperatore Tito Flavio Vespasiano di non riuscire a domare nel tempo la propria avidità.

 

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Bocca della verità

Bocca della verità

Bocca della verità

Bocca della verità
Bocca della verità. Immagine presa dal web

La Bocca della verità è un antico mascherone murato, e quello più famoso si trova a Roma. Questo detto si attribuisce ad una persona sincera che non mente mai, e il cui giudizio è autentico. In realtà è una scultura di pietra che sembra una maschera entro un cerchio murato. La maschera era già nota nei secoli prima, da cui nacque la sua leggenda. Pare infatti che chiunque infilasse la mano nella bocca della maschera, se sincero potesse estrarla senza alcuna conseguenza, mentre se falso, rimaneva intrappolato a vita e si sarebbe dovuto mozzare l’arto per liberare il bugiardo che c’ era in lui. Si narra inoltre che dietro alla maschera, in realtà vi fosse nascosto un carnefice, pronto ad “aiutare” la magia del mascherone con una spada sguainata in caso di menzogna.

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Caval donato

Caval donato

Caval donato

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Caval donato…Immagine presa dal web

Il detto derivato dal famoso proverbio a caval donato non si guarda in bocca, significa che ciò che viene regalato o comunque viene da altri donato senza aver fatto alcun sforzo o sborsato quattrini deve essere ben accettato e non va troppo criticato per non inimicarsi una sorte che ha voluto in qualche modo essere benevola e graziare chi l’ha ricevuta. Mentre il fatto di guardare in bocca al cavallo si riferisce all’esame della dentatura per stabilirne l’età. Veterinari ed esperti del settore, infatti sono in grado di stabilire con una buona precisione sia gli anni che i mesi di vita dell’equino esaminando con cura lo stato della dentatura e precisamente gli incisivi superiori e inferiori e le condizioni del resto della dentatura.

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Arpia

Arpia

Essere un’arpia

Arpia
Immagine presa dal web

Arpia. Demone femminile, fastidiosa e rivoltante creature metà donna e metà uccello, sono sempre state essenzialmente persone davvero maligne…Si dà questo nome a una donna particolarmente antipatica, dispotica e con un bruttissimo carattere. Secondo la mitologia, erano donne mostruose, con il corpo d’uccello e la testa femminile. Sono ricordate principalmente nella leggenda degli Argonauti, in cui devastarono un banchetto, infierendo sui tavoli imbanditi.

Il nome deriva dal greco harpazein, ovvero ghermire, rapire, e il suo significato letterale potrebbe essere attribuito a “colei che porta via”.

Megera

E’ sinonimo di arpia: la megera è una donna vecchia brutta e odiosa. Secondo la mitologia classica, Megera era la più pericolosa delle Furie, dette anche Erinni, la personificazione della vendetta. Il suo nome, in particolare significa “ invidiosa “. Secondo la descrizione che ne fa Eschilio, era una donna vecchia dall’ aspetto raccapricciante.

 

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