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Liquore d’aglio

Liquore d’aglio
Liquore d’aglio
  • 30 g. di spicchi d’aglio
  • 200 ml di grappa secca
  • 1 dl di vino bianco secco
Liquore d’aglio. Immagine presa dal web

 

Dopo aver pulito l’aglio dalla parte da scartare, pestatelo in un mortaio e mettetelo a macerare assieme alla grappa per 20 giorni dentro ad un vaso chiuso e possibilmente di vetro e al buio. Una volta trascorso questo tempo, versate il liquido in un litro di vino bianco e filtrate tutto. Va bene un colino a magli finissime , ma anche una tela. Conservatelo in una bottiglia in frigorifero, e bevetene un cucchiaio prima dei pasti principali. Serve per regolarizzare i battiti cardiaci e abbassare la pressione. Ma fate attenzione perchè questo liquore si conserva poco, per cui dovete consumarlo entro breve.

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Abete

Abete

Abete

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Abete. Immagine presa dal web

L’Abete è una conifera che invece di avere fiori tradizionali per la produzione di semi o polline, ha coni o pigne. Può raggiungere i 30 mt o 40 di altezza. Questi alberi che circondano i sanatori arrecano beneficio agli ammalati di polmoni, perchè rendono l’ aria pura e balsamica. I più comuni sono quello bianco e rosso. E’ salutare tenere in camera da letto rami giovani,  o di pino dove vi dormono malati di polmoni o bronchi perchè sprigionano sostanze balsamiche. Di questi sempreverdi si usano  le gemme, le foglie (100 gr per un litro d’acqua) per curare artriti, bronchiti, diarrea. La trementina , quanto l’olio uniti a cera vergine, servono per fare impiastri sulle suppurazioni, nelle lombaggini,sui foruncoli e gli ascessi, perchè agiscono come rivulsivo.

Detti sempreverdi, hanno foglie a forma di aghi che d’inverno non cadono.

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Aglio

Aglio

aglio
Aglio. Immagine presa dal web

Aglio. Dove nasce e come si coltiva: originario dell’ Asia, l’aglio è coltivato in tutte le zone temperate. Si riproduce interrando i bulbi di circa 30 cm di distanza l’ uno dall’altro, da gennaio a marzo, in terreno ben concimato, molto soffice , arenoso e ben permeabile poiché un’eccessiva quantità d’ acqua , specialmente stagnante, ne provocherebbe il marciume.

  • Parti da utilizzare : I bulbi (maturi) la pianta interna (se consumata molto giovane).

Quando si raccoglie : a fine stagione vegetativa, quando tutte le parti aeree della pianta sono secche.

  • Come si conserva : si estraggono dal terreno i bulbi senza togliere le foglie che intrecciate fra loro formeranno delle reste che verranno poi conservate e appese.

Curiosità

Una pianta amata dagli Egiziani
Alcuni resti sono stati ritrovati in caverne preistoriche, poiché era conosciuto dai Sumeri già 5000 anni fa. Nessuno però lo amò quanto gli Egiziani. Infatti pensavano che i popoli che usano molto aglio, difficilmente si ammalano di cancro.Il valore che essi gli attribuivano era infatti tale che meno di sette chilogrammi bastavano per acquistare un  giovane schiavo. Si narra addirittura che durante la costruzione di una piramide , essendo venuta a mancare questa preziosa pianta, gli schiavi avrebbero dato via al primo sciopero mai documentato, convinti che tale pianta aumentasse la resistenza fisica.

Un amuleto contro vampiri e malocchio
Presso i Greci e Romani era cibo abituale di atleti e soldati, poichè si credeva sviluppasse forza e aggressività. Le allevatrici lo appendevano nelle stanze del parto per salvaguardare i neonati dalle malattie e sortilegi. Ma fu soprattutto durante il Medioevo che la superstizione popolare gli assegnò la virtù di proteggere dal malocchio e dal morso dei vampiri e da tutte quelle malattie provocate dagli spiriti maligni ( cioè i disturbi mentali ).

Leggenda

Nel 1300 si narra che mentre a Marsiglia infuriava una terribile pestilenza, alcuni ladri potessero impunemente rubare senza incappare nel morbo disinfettandosi le mani e la bocca con un preparato a base di aglio e altre erbe.

Un potente afrodisiaco
Non del tutto sicura è invece l’etimologia della parola: secondo alcuni il latino allium potrebbe essere collegato ad all, una parola celtica che significa caldo bruciante ,con riferimento ai poteri afrodisiaci attribuiti alla pianta.

La penicillina russa
Oltre a queste proprietà corroboranti, all’ aglio si attribuisce un elevato potere disinfettante. Tale proprietà si rilevò estremamente utile durante la prima guerra mondiale, quando i medici delle armate britanniche, francesi e russe trattarono con il succo di aglio le ferite infette dei soldati, mentre durante la Seconda guerra mondiale-quando pure era già stata scoperta la penicillina-fu particolarmente utilizzato dai medici dall’ Armata Rossa, e proprio per questo motivo fu chiamato la penicillina russa.

Piccoli consigli

  • Per eliminare l’ inconveniente dell’alitosi quando si mangia parecchio aglio, si mastichi del prezzemolo o semi di anice.
  • Pestato e unito ad olio di ricino e acido salicidico, si prepara un unguento per rimuovere calli e duroni. Bisogna però coprire con un foglio di nailon. Ripetere per più sere. Dopo qualche sera si fa un pediluvio con decotto di buccia di patata. Alla fine si asporta con l’ unghia disinfettata.
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