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25 novembre

25 novembre

25 novembre

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25 novembre

Il 25 novembre è la giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.Questa data fu scelta a ricordo dell’uccisione delle tre sorelle Mirabal, violentate e uccise proprio il 25 novembre del 1960.

Se tanto si è fatto in questi anni, quello che manca ancora a mio parere è l’aspetto che riguarda la prevenzione, e da parte delle donne, è il sentirsi colpevoli verso se stesse, verso il compagno delle violenze psicologiche che si subiscono, quando sono solo da attribuire a chi maltratta.

Le donne non devo rimanere insensibili ai campanelli d’allarme. Quando si avverte paura, quando la  libertà personale si riduce, oppure vengono denigrate o ricattate e ancora prima che si manifestino episodi di violenza vera e propria come le mani al collo, uno schiaffo, un pugno, è meglio ricorrere ad un aiuto sapendo che è di fondamentale importanza anche davanti a scelte come una denuncia o una separazione, perchè potrebbe essere proprio l’elemento scatenante della violenza.

Vittime innocenti del rancore, della rabbia della gelosia, di killer che nella maggior parte dei casi vivono dentro le mura di casa e che fanno esplodere la loro rabbia dopo mesi, anni di violenze psicologiche, non sempre denunciate per paura o per troppo amore.

Contro questa strage annunciata che purtroppo non pare abbia mai fine, ancora una volta il 25 novembre, il mio sostegno va a tutte le donne vittime di violenza.

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Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

William Shakespeare

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Violenza domestica

Violenza domestica

Violenza domestica

Violenza domestica
Violenza domestica ©Paola AssandriPhoto 2016 All Rights Reserved

 Guardando questa immagine, io credo che le leggi servano a poco, se non cambia la mentalità di certe persone. Quotidianamente assistiamo a fatti di cronaca, ove le donne, sono vittime di violenza domestica, nonostante avessero denunciato ripetutamente l’ex compagno. Sono state massacrate dall’indifferenza di chi, in sostanza doveva proteggerle. Perchè non si chiama amore, quando telefonate, sms, pedinamenti, ricerca di contatto reale e/o sul web, diventano così ripetitivi , così morbosi ed invadenti da procurare alla vittima uno stato di timore per la propria salute e per la propria sicurezza, fino a farle modificare lo stile di vita.

Secondo il mio personale pensiero, quello che è sbagliato è il considerare le donne come una proprietà e l’accanirsi su di loro se rifiutati. Inoltre quello che è sbagliatissimo è il pensare che gli atti persecutori fanno parte del troppo amore che si prova per loro. In realtà, di amore non c’ è proprio nulla, questi comportamenti, fanno solo parte di una mentalità ancora troppo radicata. La stessa mentalità che fa dire a molti…quell’uomo è innamorato! Un uomo innamorato è quello che si pente di quello che ha perso, e ringrazia per i bei momenti passati assieme.

Cosa fareLa vittima deve riuscire a descrivere in maniera il più minuziosa possibile la situazione che sta vivendo. E’ molto utile, inoltre tenere tutto il materiale. Sms, mail, messaggi vocali, fax, telegrammi, e tutto quello che attesti che si è vittime di uno stalker. Come sempre è buona cosa che la vittima non si isoli, ma spieghi a parenti e amici, senza vergogna quello che sta subendo.

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Stalking

Stalking

Stalking o atti persecutori

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Stalking. Immagine presa dal web

Stalking o atti persecutori, è un termine inglese che fa riferimento a comportamenti di molestia assillante e persecuzione tenuti nei confronti di un individuo da parte di un altro individuo, tali da poter arrivare a compromettere il normale svolgimento della vita o attività quotidiane. La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e/o scritta, appostamenti nei luoghi frequentati dalla vittima, ed intrusioni nella vita privata che hanno un andamento crescente e in molti casi il culmine avviene con minacce o aggressioni fisiche che possono arrivare fino all’uccisione della vittima.

Lo stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente o un ex-partner  che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto, oppure che è disposto a vendicarsi di qualche torto che lui pensa di aver subito ingiustamente. Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini che non accettano la fine di un rapporto affettivo.

In letteratura viene segnalato come più probabile il fatto che gli stalker agiscono nei confronti di persone con le quali hanno avuto una relazione intima.

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Stalker

Stalker

Stalker, come nasce uno stalker

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Stalker. Immagine presa dal web

Stalker, come nasce uno stalker. Le relazioni amorose nascono sempre da un qualcosa… Possono nascere da un’ infatuazione , da una precedente amicizia, su internet, da una serata al bar o in discoteca….. Alcune durano tutta una vita, altre poco tempo o alcuni anni.

Quando una relazione finisce c’ è chi ci rassegna e cambia strada ( fortunatamente sono la maggioranza), e chi non riesce ad accettare l’ abbandono e per l’ abbandonato, la ex o l’ex  si trasforma in un’ossessione. Un’ossessione infinita da cui non ci si riesce più a liberare, perchè la persona lasciata, un bel giorno, da amante, diventa un  persecutore. Si trasforma in un persecutore perchè non accetta la fine della relazione,a tal punto d’arrivare ad avere comportamenti molesti, minacciando, ricattando, facendo appostamenti e inseguimenti (Stalking) . Succede inoltre che le minacce si alternano a regali, a lettere e/o mail , sms sdolcinati, ma anche a frasi del tipo….Io ti uccido, tu sarai solo mia e di nessun altro… per poi tornare a gesti clamorosi per far sentire la persona unica (sei la mia regina) e indispensabile.

Da tanta confusione, l’ altro sente sempre più impellente  il bisogno di proseguire in un altra direzione rifacendosi una vita, ma l’abbandonato non vuole lasciarlo andare via. Si sente dilaniato dalla separazione, dal rifiuto, dall’abbandono. E così si innescano cose distruttive dove la coppia  entra in un circuito da cui sembra non uscire più. La persona che vorrebbe andare  si sente sopraffatta da continue richieste, suppliche, alternate a minacce (non raramente insulti)  oscilla tra sensi di colpa e rancori per non riuscire a liberarsi del suo  persecutore. Vorrebbe riacquistare la propria libertà e riappropriarsi  della  propria vita, ma l’altro non accetta di essere lasciato. Cerca così di vincere una guerra che non ha nulla a che vedere con l’amore ma con l’arroganza..si l’ arroganza  di chi ti rivuole a tutti i costi, l’arroganza di chi rivuole il suo giocattolo, l’arroganza di chi non può permettersi di riceve un  no. Così, l’ IO ferito, l’ eccessivo orgoglio, fanno sì che il frustrato si trasformi da partner abbandonato in carnefice. E il risultato ottenuto sarà sempre l’esatto contrario. Invece d’ amore otterrà ancora un maggior rifiuto.

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Bullismo

Bullismo

Bullismo tra anziani

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Bullismo. Immagine presa dal web

Il bullo solitamente cerca di far uso di violenza verbale o fisica per ottenere quello che vuole, e sceglie una vittima che, per svariati motivi considera più debole di lui. Solitamente è qualcuno che si conosce o qualcuno con cui si ha avuto a che fare in passato.
L’ intenzione primaria del bullo maschile è quella di spaventare a morte, è quella di incutere paura, perché in questo modo si sente un grande uomo di valore, bello e forte come nessuno 🙂 . Desidera ardentemente che gli altri lo vedano potente, un uomo di successo che tiene tutto e tutti sotto controllo, e che non gli scappa nulla. In realtà spesso , questo tipo di uomo non ha nessuna di queste “qualità”, anzi cerca solo di nascondere le sue debolezze e i suoi difetti.

  • Stesso discorso vale per la bulla femmina, ma la sua intenzione è più subdola. Essa si manifesta più verbalmente ma anche più indirettamente. Di solito la bulla s’atteggia a mamma chioccia e si circonda di tanti figlioletti che cercano di isolare colei che non è gradita. Inoltre mette in atto nei confronti della vittima designata un vero e proprio comportamento persecutorio fatto di pettegolezzi, di colpi bassi e falsità infondate. Anche in questo caso la bulla desidera ardentemente che gli altri la vedano come una donna di grande spessore caratteriale e morale. Una donna con la testa sulle spalle e con i piedi per terra. Insomma per dircela fuori dai denti, vuole essere considerata come una che ha un paio di palle degne di uno scaricatore di porto 🙂 , ma in realtà, anche lei, tutte queste caratteristiche non le ha e cerca disperatamente di nascondere tutte le sue debolezze caratteriali.

La vittima

Le vittime predilette sono persone sensibili e calme, e come detto sopra, persone che loro giudicano deboli.

Il bullo

La caratteristica principale del bullo è l’aggressività, sia verbale che fisica perchè  hanno un forte bisogno di dominare gli altri. Si vantano spesso di essere superiori, e perdono le staffe molto facilmente. Una cosa che li fa andare in bestia è il senso di frustrazione che provano quando le cose non vanno come vorrebbero 🙂

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